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sabato 17 marzo 2012

PENSIERI COME CAVALLI AL GALOPPO

"E intanto i cavalli giravano in cerchio, sempre più rapidi, rapidi come i suoi pensieri anch'essi diventati un cerchio, un pensiero che pensava se stesso, si accorse solo di pensare che pensava, nient'altro, e in quel momento il capomandria, nello stesso modo repentino con cui aveva disegnato il circolo, lo ruppe, con uno scarto improvviso che sembrava sottrarsi alle leggi di natura disegnò una tangente di fuga trascinandosi dietro tutta la mandria e in pocchi attimi i cavalli si allontanarono al galoppo.
Lei se ne stava lì, guardava il luccichio delle pagliuzze sollevate nella polvere che brillavano nella luce del tramonto, pensò che doveva continuare a pensare di non pensare a niente, si sedette frugando con le dita fra la paglia ispida cercando la terra, il sole stava sparendo e la luce arancione aveva già qualche punta di indaco, da quell'altezza l'orizzonte era circolare, era l'unica cosa che riusciva a pensare, che l'orizzonte è circolare, era come se il cerchio disegnato dai cavalli si fosse dilatato all'infinito trasformandosi nell'orizzonte."
da "IL TEMPO INVECCHIA IN FRETTA" di Antonio Tabucchi

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